I video dello streaming

June 14th, 2009  |  Published in Video

Attendendo il futuro riversamento delle registrazioni DV, nel frattempo sono reperibili le registrazioni dello streaming dell’aula 1 e aula 2 . E’ possibile selezionare i clip cliccando su On- Demand. Il volume audio non è sempre altissimo ma la maggior parte degli interventi è comprensibile. Purtroppo, per problemi tecnici, non tutti gli interventi sono stati registrati (in particolar modo pochissimi sono gli interventi del giovedì). Ce ne scusiamo con gli autori.

Finalmente live!

June 12th, 2009  |  Published in Aggiornamenti

dopo qualche problema tecnico, siamo finalmente live! è possibile visulaizzare il mediacenter, le conferenze in aula 1-pratiche, aula 2 -ricerche, e sarà possibile vedere le videoconferenze in aula3-intrernet e intercultura! se riscontraste dei problemi siete gentilmente pregati di segnalarli al contatto skype campintercultura! grazie e buona visione!

Primo giorno di barcamp (quasi) finito!

June 11th, 2009  |  Published in Aggiornamenti  |  1 Comment

Eccoci in p.zza Martiri della Resistenza (Padova) per l’evento serale.
Insieme alla cena a base di cous cous condito con i video di Anselmo De Filippis e “Chi Altro c’è in quartiere” di AltraTV e la narrazione teatrale “Il cerchio e il lupo” di Davide Dal Prà. Accorrete!!!

Nonostante la faticaccia, siamo completamente soddisfatti di questo primo giorno. Più che problemi tecnici è che gli organizzatori sono ancora pochini e si fatica a seguire tutte le aulee soprattutto con la diretta web, ma non mancano le registrazioni video che metteremo presto a disposizione.

Abbiamo deciso di dedicare la terza saletta per le videoconferenze. Se volete partecipare, essendovi degli spazi ancora a disposizione, contattate via skype l’indirizzo campintercultura da domani mattina che vi fornirà le spiegazioni su come sarà possibile la cosa. Dal punto di vista tecnico è necessario solo avere un computer con webcam e microfono e avere installato skype.

Generare Sapere

June 10th, 2009  |  Published in Persone

Il 13 giugno a Milano si terrà il Momcamp. Sarà un primo momento di incontro pubblico tra mamme perlopiù lavoratrici, perlopiù con il pallino della rete e che ora vedono nella formula del barcamp una modalità produttiva per confrontarsi tra le proprie esperienze. Non si deve pensare a un incontro tra le mitiche geekgirl, l’avanguardia femminile dell’internet nostrano, per le quali i codici della rete digitale risultano più chiari che ai maschietti, costretti a rincorrerle per i rivoli di friendfeed e dei social network più à la page del momento. Piuttosto, come si legge in un post del sito, le “mamme nella Rete non sono solo tutte quelle che si ritrovano online nei forum, nei blog e nei commenti, sui socialnetwork… Le mamme creano una Rete ogni giorno, anche al parco dove portano i bambini a giocare”.

Traduco con delle parole che mi sento vicine: non è tanto la tecnologia in sé (e quindi la possibilità materiale e culturale d’accedervi) a creare la rete. La rete, che è forse l’immagine più sensibile di un operare collettivo e comune, è riconoscibile nelle pratiche quotidiane, indipendentemente dalle diavolerie informatiche che le supportano e di cui chiaramente non possiamo esser schiavi. Essere in rete è probabilmente il riconoscere che la propria necessità corrisponde esattamente alla necessità altrui, nel modo in cui la cura dell’altro è la cura di noi stessi. Mi chiedo se esista forma più evidente di questa relazione se non nella maternità, dove la traccia della propria felicità è inseparabile dall’essere che si è generato.

Nel testo Immunitas di Roberto Esposito, autore che molto ha dato per le categorie di quello che possiamo chiamare intercultura, troviamo un’analisi del rapporto appunto immunitario che caratterizza le società moderne: per difenderci si creano a tal punto barriere da rendere il nostro organismo non più in grado di relazionarsi e quindi costretto a una mortifera solitudine. Tanto a livello soggettivo, individuale, quanto politico e globale. In una disanima così terribile, il filosofo ci lascia una briciola di speranza, ricordandoci come la relazione biologica tra la madre e il feto sia assolutamente non immunitaria, e cioè fondata sulla continua relazione tra i due organismi di modo che la vita dell’uno è relazionalmente dipendente dall’altro.

Insomma il nostro codice genetico, come del resto quello ecologico, è costituito da un equilibrio di relazioni, di attenzioni e riconoscimenti reciproci, indipendentemente dai quali è forse possibile sopravvivere ma non certo vivere (che come sappiamo da Aristotele, è vivere bene, felicemente).

Considerazioni come queste mi avvicinano molto al senso di un’esperienza come quella che si sta producendo a Padova per il barcamp Intercultur@. E’ difficile parlare di intercultura. I tempi sono socialmente quelli che sono, e il termine non è tra i più congeniali alla semplicità che viene richiesta o imposta. I tempi, o chi per loro, però, contemporaneamente comunicano la necessità, una necessità simile a quella della relazione di maternità, a riconoscere nelle pratiche altrui il fondamento del nostro benessere e quindi nella nostra pratica la possibilità di essere felici della felicità altrui. Tutto ciò in un modo che non sia quello dello sfruttamento, perversione mortifera dell’interesse personale.

Intercultura come inter-esse appare la formula in cui una relazione tra i saperi può germogliare. Non c’è forse altro modo per districarsi dall’amalgama delle idee che ruotano attorno a un termine come intercultura, se non nel riconoscere nel nostro stesso essere soggetti, in tutto ciò che operiamo, una relazione stringente con l’essere dell’altro, in particolar modo con la capacità intrinseca di generare che è quella del vivente.

Senza qui sfiorare la questione di genere, che spero in qualche modo poter attraversare gli interventi tanto del barcamp Intercultur@ quanto quello del Momcamp, si tratterebbe di comprendere, questo sì assieme, come l’esperienza del generare sia compatibile con quella del produrre, senza delegare ai generi oneri, estratti dalle preistorie culturali o dalle spinte alla declassazione sociale delle metropoli contemporanee.

E per compatibilità s’intende forse quella relazione tra le passioni senza la quale non sarebbe possibile nemmeno una ricerca della conoscenza. Universitaria o umana che sia. (SB)

Ecco il volantino del barcamp

June 8th, 2009  |  Published in Documenti

Potete scaricare, stampare e diffondere a vostro piacimento.

volantino fronte

volantino fronte

volantino retro

volantino retro

Intercultura: un «Barcamp» fra Padova e la rete

June 8th, 2009  |  Published in Segnalazioni

A Padova l’11 e 12 giugno si terrà una delle prime esperienze universitarie italiane di barcamp: “Inter-cultur@. Ricerca, reti sociali e internet”, promosso dal Master in Studi Interculturali dell’Università di Padova.

Nato all’interno delle comunità di sviluppo del software libero ma presto diffusosi anche in altri contesti di interesse, cominciando così ad imporsi recentemente in Italia [tra i momenti più riusciti possiamo citare il RomeCamp del 2008, o il recente Innovatori PA], il barcamp è  un open space che prevede la disponibilità di uno spazio fisico e virtuale dove si riuniscono esperti, persone interessate per la presentazione e discussione di esperienze, pratiche e ricerche inerenti ad uno o più argomenti senza necessariamente una dettagliata programmazione degli interventi. Grazie alla informalità e plasticità offerte da internet, con una tecnologia a basso costo, è possibile condividere le presentazioni, trasmettere in diretta streaming le conferenze, i dibattiti, eventualmente partecipandovi attraverso chat o video-conferenze, oltre a produrre collettivamente e condividere materiale multimediale in perfetto stile web 2.0.

Dunque il barcamp si propone come un luogo fisico e virtuale che mette in gioco il carattere relazionale, collaborativo e condiviso delle costruzione delle pratiche e delle ricerche chiedendo a tutti i soggetti coinvolti di partecipare attivamente alla costruzione di uno spazio comune.

Proprio per questo la modalità barcamp finisce per intercettare, a nostro parere, chiunque abbia a che fare con l’intercultura intesa non tanto come una disciplina o una competenza tra le altre ma come processo di costruzione e riorganizzazione continua  delle proprie pratiche e dei  propri approcci teorici  entro uno spazio aperto, complesso e mai saturo di relazioni. Essere interculturali significa, per necessità e virtù, essere inter-operativi.

Il barcamp padovano “Inter-cultur@. Ricerca, reti sociali e internet” punta ad offrire uno scenario, il più ampio possibile, di cosa significhi attualmente fare ricerca interculturale e lavorare con l’intercultura tanto in Italia quanto all’estero, proporsi come momento di messa in rete delle ricerche e delle pratiche che si realizzano fuori e dentro i dipartimenti universitari, nelle amministrazioni pubbliche, nei centri di ricerca, nelle scuole, così come nelle strutture private, nei centri culturali, nelle associazioni o nelle ricerche individuali, ponendosi come obiettivo a lunga distanza quello di creare un network di ricerca interculturale come spazio di scambio e costruzione di conoscenza continua sul lavoro interculturale.

L’invito a partecipare attivamente al barcamp è rivolto ad operatori del mondo dell’intercultura che sentono il bisogno di intercambiare competenze, domande, successi, realizzazioni, ricercatori della comunicazione, operatori e dirigenti di agenzie sociali radicati nel territorio, navigatori e teorici della rete, ricercatori sociali, scrittori italiani e non, italiani figli di immigrati, imprenditori, artisti interessati a cogliere le trame profonde del tessuto sociale contemporaneo.

Queste sono le motivazioni di fondo che hanno spinto il Master in Studi Interculturali dell’Università di Padova, nel decennale della sua nascita, a farsi promotore e organizzatore, insieme al CIRSSI (Centro interdipartimentale di ricerche e servizi di Studi interculturali) e a Trickster - Rivista online di Studi interculturali, di un incontro sull’intercultura inspirato alla modalità barcamp che si terrà a Padova, 11 e il 12 giugno 2009 presso  palazzo Liviano, in P.zza Capitaniato, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova.

Testo pubblicato su Carta EstNord

Blogger stracomunitari al barcamp?

June 8th, 2009  |  Published in Persone

Prima o poi doveva succedere. I Barcamp hanno scoperto l’intercultura ed è meglio tardi che mai.

Si terrà l’11 e il 12 giugno 2009 presso il palazzo Liviano, in P.zza Capitaniato, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, l’intercultur@ Barcamp.
Come tutti i barcamp il programma non è deciso dall’alto ma è aperto a chiunque abbia idee o suggerimenti da avanzare.
Basta registrarsi nella pagina wiki dedicata all’evento e il gioco è fatto.
Questa è l’occasione giusta per i colleghi blogger stranieri per farsi avanti…
L’idea di un Barcamp dedicato all’intercultura è un ottima iniziativa perché anche questo mondo possa aprirsi al web e scoprirne le potenzialità.
Se poi si coinvolgessero i blogger suddetti, oltre che essere davvero interculturali e guadagnarci in termini di visibilità, sarebbe anche una sorta di implicito riconoscimento all’opera di webmediazione fra culture che vede impegnati in prima linea non pochi blogger stracomunitari.

Malih

http://www.malih.senigallia.biz/?p=148